domenica 31 maggio 2009
lunedì 30 marzo 2009
FUTURISMO Avanguardiavanguardie ovvero i futuristi sono tutti morti

"Noi canteremo le locomotive dall'ampio petto, il volo scivolante degli aeroplani. E' dall'Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo."
Con la mia migliore giacca ed una maglietta da gondoliere. Rituali da partenza ryanair. MetalDetector, pagamento e svestizione. Elargisco sorrisi non richiesti e non graditi. Come giocare a tresette in due col morto. Nella seconda sala la maschera predisposta a controllare che non si valichi con alcuna parte del corpo la linea di rispetto di 50 cm dal dipinto è belloccia. Scambio due parole. E' li da un mucchio di ore, un mortorio. Di sopra le ragazze sono meno carine e più fastidiose. Non gradiscono la mia prova di destrezza e velocità. Il corridoio (150 passi circa a mediagamba) bruciati in 21 secondi. Mi guardano con odio e mi dicono di non riprovarci perchè disturbo. Mi fingo francese e contraccambio facendo suonare un paio di volte il sensore davanti a Malevic.
Che malinconia. Sono tutti morti.
Russolo inneggia alla rivolta in un acquario della società bene. Troppa educazione, troppa gentilezza, troppa mal celata indifferenza. Sogno una mostra futurista organizzata dal Piero Manzoni del '60, prima dell'infarto. O al più da Maurizio Cattelan, ora. Sogno beat tecno e suoni industriali. Luci accecanti e aviopittura in movimento. Non si vedrebbe un cavolo? Perchè si vede qualcosa alle scuderie, a memoria d'uomo? L'unico posto dove davanti ad un olio su tela hai il riflesso del faretto che spara esattamente al centro del tuo campo visivo.Sto male, anche la sortita velocistica al secondo piano ha avuto un epilogo imbarazzante. Mi sollevo incollando il naso al vetro della scala di discesa del secondo piano. Il sole sta tramontando.
Ithyphalliques et pioupiesques,
Leurs quolibets l'ont dépravé!
Au gouvernail on voit des fresques
Ithyphalliques et pioupiesques.
O flots abracababrantesques,
Prenez mon coeur, qu'il soit lavé!
Ithyphalliques et pioupiesques,
Leurs quolibets l'ont dépravé!
...comment agir, o coeur volé?
Invece da segnalare
Futurismo Manifesto 100x100--20 Febbraio - 17 Maggio 2009
Macro Future - Testaccio Ex Mattatoio ore 16.00-24.00
Ingresso gratuito.
Perdonate, la prossima segnalazione, giuro, sarà positiva.
mercoledì 11 marzo 2009
The Reader - A Voce Alta ovvero Chi non legge nazista è

"Ogni stroncatura è un atto d'amore tradito"
The Reader - A Voce Alta
Eurcine, per esempio 7.00 euro
sabato 7 marzo 2009
Ozric Tentacles - Erpland (1990)
Ozric Tentacles:
I tentacoli del Rock Psichedelico d'Oltremanica
Era la fine degli anni ’90. Battiatamente, passavo le domeniche d’estate (e d’inverno) a casa degli zii: là dentro ognuno aveva un dio. Chi il calcio, chi il fantoccio spaventapasseri inchiodato sulla croce, chi la cucina, chi la fica o le droghe. Il mio si chiamava Alessandro. Era mio cugino. Il cultore onnivoro, il cielo piombato come un fulmine leggero e tarantolato sulla terra, il prometeo incantatore, il minotauro della mente e del sapere, preso da una fiamma febbrile, da una passione tirannica per tutto ciò che poteva ragionevolmente nutrire il dubbio e la curiosità di un giovane dal talento straripante. Il suo estro non aveva confini; suppliva alle mancanze del gergo romanesco con una ironia tagliente, grottesca e sensuale, ed un eloquio semplice, elegante, ma mai banale; sapeva riconoscere la vitalità e quella necessità interna ad un’opera d’arte che ce la rende così familiare al primo sguardo, al primo ascolto, al primo tocco; discorreva con cognizione approfondita di ogni branca della gastronomia, verso cui la madre lo aveva iniziato e coccolato con i suoi preparati gustosi e succulenti, frutto di un genio culinario senza eguali; odiava la matematica perchè ne aveva colto il movimento interno nelle sue più capillari espressioni; era un lettore attento di romanzi, saggi, opere concettuali, trattati e articoli di ogni genere; era uno sbalorditivo erudito del fumetto, campo in cui eccelleva anche alla luce delle sue straordinarie e naturali doti di disegnatore; era un attento ascoltatore di musica e aveva una cultura pressochè sterminata di tutta la sua storia e le sue forme; sapeva suonare qualsiasi strumento o oggetto capace di emettere tonalità, da un basso, a una fisarmonica fino ad un bicchiere, passando per il culo d’una gallina; era un eccellente batterista (passavamo intere domeniche pomeriggio lui alle percussioni e io agli strumenti a corde, a volte pure variando); un affidabile chitarrista; un fantasioso arrangiatore; era un concentrato di saggezza filosofica e di sapienza tout court. osservatore formidabile a teatro, critico di cinema e conoscitore di tutta la sua parabola storica; sognatore irragiungibile, discreto ma implacabile giocatore di scacchi (fu lui ad iniziarmi alle regole fondamentali e non del Nobil Giuoco), autodidatta preciso, concreta e tenera espressione di passionalità e di desiderio, dotto consocitore di tutti i vini, delle loro modalità di preparazione e di utilizzo. E tanto, tanto, tanto altro ancora, che non basterebbe una intera enciclopedia per riferire pedissequamente di tutte le sue curiosità, passioni, capacità, conoscenze. una fonte inesauribile. un concentrato di potenza vitale. ramo d’un albero ben più vasto, con le sue capillari specializzazioni in ogni campo, aveva il dono divino di farti scorgere e cogliere il movimento e l’articolazione infinita della Vita nella grandiosa ed umana struttura del suo essere avvolgente e capiente, pieno e solido come un frutto colmo di sapore.
Era la fine degli anni ’90; mio cugino quella domenica, appena arrivai a casa sua, non perse nemmeno un secondo per informarmi di una sua scoperta musicale importantissima; mi disse che uno dei professori della scuola internazionale di fumetto che allora frequentava, gli aveva dato in prestito un cd d’una formazione inglese dal nome fantasioso: Ozric Tentacles. Lui l'aveva già ascoltato. Ne era rimasto impressionato, folgorato. Conoscendo la finezza ed il gusto del suo paziente giudizio critico, fui piuttosto colpito nel vederlo così entusiasta al riguardo. Immediatamente (nemmeno avevo tolto il giubotto!) iniziammo ad ascoltare insieme quel cd. Chiuse prima la porta della sua stanza, poi ci sedemmo, silenzio. ed infine la musica infinita.
Fu l’inizio d’un grande amore: per entrambi.
Il disco che quel giorno, completamente rapiti, ascoltammo era Erpland (Snapper Music, 1990).
Erpland è uno schiaffo a mano aperta, un abbraccio ed un pugno di space psychedelic rock strumentale, come i critici comunemente definiscono la musica degli Ozric. Più semplicemente, si tratta dell’album di rock psichedelico più entusiasmante degli ultimi 20 anni almeno. Insieme ad un altro, sempre degli Ozric, il cui nome è Arborescence (Snapper Music, 1994).
I pezzi, fantastici, suggestivi, sono pieni di quella immediatezza comunicativa unica, di quella capacità che alcune opere umane hanno di esprimere in maniera talmente chiara e lucida, stringente e necessaria, ciò che ognuno si porta dentro, covato a lungo nelle budella, come una pietanza ermetica, un raggio di luce cui non è riuscito, fino a quel momento, di trovare una via d’uscita plausibile dalla camera oscura del cervello.
Il lavoro si fa largo nel gorgo dei suoni, facendosi carico di una strumentazione musicale dall’estrazione variegata (dalla quale spicca l’uso massiccio di strumenti etnici e dell’elettronica, accompagnato da clamorose soluzioni tastieristiche).
Decisamente consigliato per chi vuole intraprendere la scoperta di questo gruppo, secondo me ancora –e a torto- poco conosciuto in Italia, sebbene la band si sia già esibita dalle nostre parti in passato (il sottoscritto ricorda ancora con fervore mistico le quasi 3 ore di concerto che i nostri gli regalarono qualche anno fa a Roma!). Imprescindibile per gli altri.
mercoledì 4 marzo 2009
Futur(ismo) in mo(n)stra

Cent'anni di (non) futurismo.
Il torno non torno della conquista del cielo.
Spam, crack, velocita' di pensiero! azione! azione!! defrag! unzippo la cartella e te la scarico nel cervello. Balla era un vecchio. Boccioni e' morto cadendo da cavallo (bella guerra, meglio morire per un peto di mucca fumando un sigaro) marinetti da anarchico e' diventato fascista. Passatisti!! Bruciamo i musei. Bruciamo la mostra dei Futuristi! Vomitiamo sul chiaro di luna. Pisciamo sui sottosegretari alla cultura che si lamentano per i pochi soldi stanziati, per questo centenario dal manifesto del futurismo che passa tra baracconi museali dal grasso botteghino e nessuna ricerca.
A Breve la recensione
Mostra: Futurismo
Quando: dal 20 febbraio al 24 maggio 2009
Dove: Scuderie del Quirinale
Via XXIV Maggio 16, Roma
lunedì 2 marzo 2009
Patrizia Laquidara - Indirizzo Portoghese (2003)

Da ascoltare quando fuori piove, nei residui di un acquazzone estivo.
Se avete apprezzato questo disco, amerete "Funambola".
